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Duke_of_Genoa

Il mistero dell'affondamento della Fuso

10 comments in this topic

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Forse non tutti sanno che, all'affondamento della corazzata giapponese Fuso, è legato un mistero.

 

Alle 02:50 del 25 ottobre 1944, durante la battaglia dello Stretto di Surigao, i cacciatorpedinieri statunitensi erano pronti all'attacco. A causa del buio non vedevano alcun obiettivo, ma i loro radar segnalavano la presenza di una grande nave nelle vicinanze. L'attaccò iniziò intorno alle 03:00. La corazzata Yamashiro incassò un siluro senza problemi, il cacciatorpediniere Yamagumo fu colpito in pieno e affondò, il Michishio venne immobilizzato e l'Asagumo subì gravi danni, anche se fu comunque in grado di mettersi al riparo.

 

La corazzata Fuso venne colpita a metà nave sul lato di dritta, alle 03:09, da uno o due siluri statunitensi lanciati dal cacciatorpediniere Melvin. A causa del colpo i motori persero potenza, facendo scendere la velocità a 10/12 nodi e lasciando la Fuso arretrata rispetto al gruppo nipponico. Alle 03:45 la corazzata americana Mississippi vide un'enorme palla di fuoco che illuminò a giorno l'intero Stretto: i siluri avevano provocato un incendio latente che aveva fatto saltare in aria i depositi munizioni della Fuso, spezzandola in due tronconi.

 

Quello che accadde dopo è avvolto dal mistero. I radar statunitensi attestarono che la sezione di poppa della Fuso continuò a navigare (!) per circa due chilometri, forse in un eroico quanto disperato tentativo dei marinai giapponesi di farla arenare per mettersi in salvo. La prua, invece, andò alla deriva fin quando l’incrociatore americano Louisville la affondò, intorno alle 05:40, con l'artiglieria principale. La poppa, infine, scomparve dai radar intorno alle 06:45.

 

Non è chiaro il numero delle vittime. Secondo alcune fonti non si salvò nessuno, mentre secondo altre venne tratto in salvo un marinaio. Nessuno, comunque, potè raccontare cos'era davvero accaduto.

 

http://www.combinedfleet.com/atully06.htm

 

Fuso.thumb.jpg.0e8675aac0e711d05671408878da894f.jpg

  • Cool 2

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L'autore dell'articolo in questione (decisamente datato, come tra l'altro tutto il sito, motivo per quale è conveniente integrarlo con altre fonti), Anthony Tully, ha proseguito nelle ricerche, e successivamente ha pubblicato un libro sulla battaglia di Surigao, che ho letto e consiglio caldamente, molto interessante.

5070475.jpg

 

In ogni caso, vi furono superstiti della corazzata colpita, e testimoniarono che la nave, invertita la rotta, venne sopraffatta dalle infiltrazioni d'acqua e, affondando (senza però spezzarsi in due, se non dopo essersi inabissata), si capovolse; le fiamme furono causate dall'incendio della nafta fuoriuscita dai serbatoi.

Le vicende successive, e cosa effettivamente fece da bersaglio ai cannoni americani, sono complesse e molto difficili da ricostruire, ma Tully è giunto alla conclusione che la nave affondò integra, senza spezzarsi e senza esplodere.

  • Cool 1

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[IRN]
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Sarebbe utile qualche rilievo del relitto, per stabilire se effettivamente la nave si spezzo in superficie con la prua alla deriva e la poppa miracolosamente in manovra, oppure affondò intera spezzandosi sul fondale.

Purtroppo non ho trovato documentari, foto o informazioni utili a riguardo del relitto... il mistero continua! :fish_book:

 

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9 hours ago, Duke_of_Genoa said:

Quindi le rilevazioni radar americane erano errate? È mai stata fatta una missione subacquea per lo studio del relitto? 

In un contesto come quello (uno stretto dove la flotta americana aveva a malapena lo spazio per manovrare un pò, con parecchie isole che ne contornano l'entrata), non c'è da soprendersi che le letture del radar fossero confuse, o i loro operatori possano aver tratto conclusioni sbagliate. Poi, se possono accadere cose come che un caccia in avvicinamento risulti come "punto" più grosso di una corazzata o di un incrociatore... beh, io alzo le mani subito.

Tully cerca di sbrogliare la matassa nel libro, ma non è facile.

Che io sappia, le navi non sono state ancora fatte oggetto a una campagna studi subacquea.

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Beh non dimenticate che c'era anche la Yamashiro a complicare la situazione.

Con le tecnologie dei ROV che diventano più accessibili, non penso dovremo aspettare molto per una spedizione sui relitti.

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4 hours ago, Cosseria said:

Beh non dimenticate che c'era anche la Yamashiro a complicare la situazione.

Con le tecnologie dei ROV che diventano più accessibili, non penso dovremo aspettare molto per una spedizione sui relitti.

Sì, anche se il fatto che la Yamashiro ha scambiato non pochi colpi con gli incrociatori e le corazzate americane rendono la faccenda meno confusa.

E a proposito... leggendo la ricostruzione di Tully, io sono rimasto atterrito da quello che quella vecchia nave è riuscita a incassare, prima di soccombere. Altro che "insta-delete"! :cap_wander:

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 Topic molto interessante però probabilmente è come ha detto historynerd, anche se c'è stato un esempio di nave che è tornata al porto senza un pezzo

Durante l'operazione Ten-Go (l'ultima missione della yamato di andare a diventare la più costosa batteria costiera ad okinawa) Il DD classe Akizuki"Suzutsuki" venne colpito da un siluro sulla prua praticamente staccandogliela, il DD si è fatto tutto il viaggio in retromarcia per tornare al porto.

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36 minutes ago, sparviero142 said:

 Topic molto interessante però probabilmente è come ha detto historynerd, anche se c'è stato un esempio di nave che è tornata al porto senza un pezzo

Durante l'operazione Ten-Go (l'ultima missione della yamato di andare a diventare la più costosa batteria costiera ad okinawa) Il DD classe Akizuki"Suzutsuki" venne colpito da un siluro sulla prua praticamente staccandogliela, il DD si è fatto tutto il viaggio in retromarcia per tornare al porto.

Non è stato un evento raro; parecchie navi, colpite da un siluro a prua e causandone il distacco, hanno riguadagnato il porto, alcune anche procedendo normalmente anche se a bassa velocità. E' successo anche a parecchie navi della Regia Marina, che in alcuni casi hanno ricevuto la prua di navi similari ancora in costruzione.

Attilio_Regolo.jpg

 

Quello a cui ci si riferisce qui è quando l'integrità strutturale di una nave viene compromessa a tal punto che lo scafo letteralmente si spezza in due, in un punto ragionevolmente vicino alla mezzeria della nave. Come è successo all'HMS Hood o al Roma, in seguito alla detonazione o deflagrazione dei loro depositi munizioni principali.

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